"LA NIPOTE DELLA RIVOLUZIONE" Maurizio Matteuzzi, il manifesto 12 settembre 2010

"ARRIVA IN SVIZZERA MARIELA CASTRO ESPIN" Federico Jauch, Correo AMCA agosto 2010










Sant'Antonino Sala Multiuso (scuole elementari)

Alberto Granado amico e compagno di viaggio di Che Guevara
Walter Suter ex ambasciatore svizzero in Venezuela
Maurizio Matteuzzi giornalista del Manifesto
Moderatore Franco Cavalli


"ALBERTO GRANADO"
Gianni Beretta Correo AMCA ottobre 2008
"OGNUNO DI NOI, SE VUOLE, PUÒ ESSERE UN CHE
Federico Jauch Correo AMCA ottobre 2008





Ignacio Ramonet
Teatro di Locarno
9 ottobre 2006
"L'America Latina alza la testa" Incontro pubblico con il direttore del mensile "Le monde diplomatique" e il dottor Cavalli, nell'ambito dell'approfondimento delle problematiche in America Latina e alle sue nuove forze emergenti. Moderatore Roberto Antonini.

"DUE MILIARDI DI PERSONE VIVONO NELLA MISERIA: IL SISTEMA NON FUNZIONA" intervista con Ignacio Ramonet di Sergio Ferrari
Correo AMCA ottobre 2006





Gioconda Belli tra poesia e rivoluzione
31 ottobre 2005 per i vent'anni di AMCA


La scrittrice nicaraguense si è raccontata per la prima volta al pubblico ticinese
«La nostra vita è troppo corta per vedere compiuto un sogno. La Storia si estende su un più ampio spazio temporale e dunque il nostro compito dev’essere quello di spingere il carro passo a passo, giorno dopo giorno per raggiungere un risultato».
Il sogno lampante per la scrittrice nicaraguense Gioconda Belli è risollevare le sorti del proprio Paese, riassaporare la vittoria di una forza nuova, alternativa dopo la cocente sconfitta alle elezioni presidenziali del 1990 del Fronte di Liberazione Nazionale Sandinista (Flns), un’organizzazione nella quale ha militato per 21 anni e che è riuscita a sconfiggere una dittatura militare, quella della famiglia Somoza, durata ben quattro decenni. Un’organizzazione nella quale ha speso mezza vita e che poi ha lasciato nel ‘94 per dissapori politici con l’attuale leader Daniel Ortega, «ma è stata un’esperienza intensa che ha significato il culmine, l’evento massimo della mia esistenza. La rivoluzione mi ha dato la possibilità di recepire la forza di una luce collettiva e mi ha insegnato a tenere di più alla vita e al suo significato». Oggi Gioconda Belli parla con in mano i suoi romanzi che hanno fatto il giro del mondo e tiene sul tavolo la sua ultima novella El pergamino de la seducción (storia ispirata alla regina Giovanna di Castiglia detta “la matta” che sarà presto pubblicata in Italia dall’editore Sonzonio). Per la prima volta in Ticino, invitata dall’Associazione di aiuto medico al Centro America (Amca) in occasione del ventennale di fondazione, la scrittrice nicaraguense, intervistata dal giornalista Gianni Beretta, lunedì sera al Teatro Cittadella di Lugano ha aperto le pagine delle sue opere e ha spalancato le porte della sua anima, raccontandosi al pubblico intensamente. Gli anni di combattente e rivoluzionaria nel Fronte Sandinista; il femminismo; il potere tra uomo e donna; l’incontro seducente con Fidel Castro («per me era Dio e quando mi ha stretto la mano ho pensato “sta stringendo la mano a un essere mortale”»); l’ammirazione per lo stile di Virginia Wolf («le sue opere mi hanno accompagnata nel processo della mia scrittura»); i suoi ultimi anni, forse incoerenti, vissuti in California a fianco del marito giornalista italiano e sceneggiatore di Hollywood («vivere nella complessa realtà degli Stati Uniti mi ha permesso di amare di più il mio Paese»); e poi il suo progetto («L’anno prossimo torno in Nicaragua per rimpiantare il mio quartier generale e seguirò con attenzione le elezioni presidenziali di novembre»). Gioconda Belli si definisce profonda ottimista e uno dei punti che salva della sua rivoluzione «è l’aver fatto sentire alla popolazione nicaraguense la nozione di potere e di cambiamento ideologico».
Ma le ultime parole della sua prima presenza in Ticino, la scrittrice e intellettuale nicaraguense le ha affidate alle sue poesie. Bisognava esserci per sentire l’intensità della sua voce, per udire rimbalzare in un crescendo di suoni la forza della lirica. Versi scanditi d’un fiato. Con la potenza e il brivido di una rivoluzione.

Guido Grilli, La Regione 2-11-2005

lunedì 31 ottobre 2005
TEATRO CITTADELLA LUGANO
ha presentato il suo nuovo libro "El pergamino de la seducción"
e ha discusso di letteratura e politica in Nicaragua e Centro America con Gianni Beretta
Ha introdotto il
Teatrodanza Tiziana Arnaboldi con un frammento di "Cruda bellezza"

martedì 1 novembre 2005
LIBRERIA KON-TIKI LOCARNO
ha parlato dei suoi libri e si è intrattenuta con i presenti

"SCRIVO A LOS ANGELES E VIVO IN NICARAGUA"
Correo AMCA settembre 2005
"GIOCONDA HA LASCIATO UN SEGNO DI FORZA E AMICIZIA IN TICINO. GRAZIE!"
Correo AMCA dicembre 2005





¡America Latina, patas arriba!
19 agosto 2005
Sant'Antonino

Corrado Barenco (moderatore - TSI)
Sabatino Annechiarico (giornalista - esperto questioni latinoamericane)
Loris Campetti (giornalista Manifesto)
Franco Cavalli
Sergio Ferrari (giornalista argentino, incarcerato nel suo paese durante la dittatura)
Signor Chao (delegato ambasciata cubana a Berna)
Aleida Guevara March (medico)

Il processo di significativa trasformazione in atto , le nuove allenaze della società civile, le mobilitazioni sociali, anche questa é l'America Latina, un continente sottosopra, patas arribas. Un continente dove poveri, emarginati, sfruttati, si pongono al di sopra dei poteri costituiti e rivendicano i loro diritti, elaborando la propria proposta di potere. In compagnia di Aleida Guevara, i diversi ospiti della conferenza si confrontano con l'esperienza cubana e offrono nuove e innovative visioni di un mondo ... sottosopra.

"AMERICA LATINA, UN CONTINENTE SOTTOSOPRA"
Sergio Ferrari Correo AMCA settembre 2005

"HASTA SIEMPRE, ALEIDITA"
Mauro Antonini Correo AMCA settembre 2005





Aleida Guevara March
Bambini rischiano quotidianamente di morire
S. Antonino, 20 settembre 2002

I problemi con i quali Cuba si trova confrontata a causa del blocco economico statunitense sono enormi: ogni anno muoiono bambini, uomini e donne che non hanno nessuna colpa. I prezzi dei medicamenti, così come degli altri prodotti importati, quintuplicano a causa degli intermediari, perché Cuba non può acquistare direttamente sui mercati internazionali ciò di cui ha bisogno. Inoltre, a causa delle leggi Helms-Burton, gli intermediari perdono alcuni privilegi commerciali con gli Stati Uniti, percui Cuba deve, oltre a pagare i prezzi dei prodotti, anche risarcire queste imprese per il mancato guadagno.
Nell’Ospedale dove lavoro come pediatra, vi sono stati bambini che non hanno potuto essere curati per la semplice mancanza di un medicamento che in tutto il resto del mondo è commercializzato. Che colpa hanno questi bambini? Cosa ne sanno loro di politica e di leggi sul commercio internazionale? Eppure rischiano quotidianamente di morire, a causa di un’assurda situazione e solo per il fatto di essere nati cubani.
Cuba ha la tradizione di essere un paese solidale con il resto del mondo. Con la Scuola Internazionale di Medicina, si dà la possibilità a studenti con poche risorse finanziarie di tutta l’America Latina, l’Africa e anche degli USA, di poter studiare e laurearsi per poter essere utili nei loro paesi di provenienza. Con le Missione Mediche Cubane all’estero, abbiamo più volte sperimentato come il nostro sistema di salute possa dare buoni risultati e migliori le dure realtà di paesi nostri vicini.
La povertà del mondo non esiste perché la gente vuole vivere povera, ma perché sono state sfruttate e distrutte le ricchezze naturali e le risorse economiche di alcuni paesi.
Il sistema sociale cubano permette ad ogni suo cittadino il libero accesso alla sanità, all’alimentazione ed all’educazione. Noi crediamo che questi nostri sforzi vadano per il bene del nostro popolo. Vi sono nel mondo diverse organizzazioni internazionali che ci sostengono in questa scelta, con progetti di sviluppo ed anche di aiuto umanitario.
A Cuba si dice che la solidarietà è buona per chi la riceve, ma anche per chi la pratica,
è felice colui che sa dare senza ricordare ed è capace di ricevere senza dimenticare.
Fin da piccola, mia madre mi racconta degli ideali di mio padre, dei suoi interessi e delle sue ambizioni come rivoluzionario. Nella mia vita ho cercato di seguire questa linea. Nella sua lettera di addio a noi, suoi figli, ci chiedeva di lottare per padroneggiare la tecnologia, cosa che ci avrebbe permesso di controllare la natura. Ci disse anche di studiare più che potevamo e di non arrenderci mai, perché solo così avremmo avuto la possibilità di aiutare l’umanità.