L’associazione di aiuto medico al Centro America AMCA fu creata nell’agosto 1985. Vi aderirono una trentina di medici, alcuni sindacati e varie associazioni terzomondiste. Inizialmente i progetti si limitarono al Nicaragua. Era il momento della massima offensiva dei Contras, finanziati e guidati dalla CIA. La politica interna svizzera guardava agli avvenimenti nicaraguensi nel quadro del bipolarismo internazionale e il nostro governo veniva sollecitato dall’ambasciata americana a Berna affinché sospendesse i suoi progetti di aiuto. I giornali più reazionari, compresi quelli della destra ticinese, attaccavano tutti quelli che sostenevano l’esperimento sandinista. Non dimentichiamo chi ha pagato di persona, come i due svizzeri uccisi dai Contras. Se oggi il Centro America non è più oggetto di discussione politica e ideologica, in conseguenza della caduta del muro di Berlino, è purtroppo ritornato alla cronaca a causa dell’uragano Mitch, autore di una delle più gravi catastrofi naturali dopo le guerre civili che da anni stanno martoriando queste regioni tra le più povere dell’America. Con l’aiuto di nazioni ricche e con mezzi di intervento appropriati si possono evitare le epidemie, ridurre la povertà, creare occasioni di lavoro, promuovere l’autonomia di ogni individuo.
AMCA sostiene progetti sociosanitari in Nicaragua, in San Salvador, in Guatemala, nel Chiapas e a Cuba. A Managua, grazie all’azione padrinati, AMCA sostiene una scuola Barrilete de colores con duecento bambini in uno dei quartieri più poveri e permette di curare i bambini di famiglie povere del reparto di oncologia pediatrica La Mascota.
AMCA chiede un contributo per continuare ad essere accanto a loro, ai discendenti di una civiltà tra le più importanti della storia dell’uomo, che ha arricchito l’arte e la cultura e che noi ammiriamo nei nostri viaggi e nelle visite ai grandi musei. Non lasciamoli soli, oggi che sono loro ad aver bisogno del nostro aiuto. Domani...

Franco Cavalli