Progetto di promotori della salute nel Chiapas

Il 1° gennaio ’94 le comunità indigene del Chiapas (Messico) insorgono contro il governo messicano e il trattato di libero scambio delle Americhe (NAFTA). Sono gli zapatisti che, di fronte alla povertà, alla malnutrizione, all’analfabetismo e al completo oblio riservato loro dai politici e dalla società messicana, scelgono di lottare per conquistare i loro diritti. Alt al Neoliberismo! "Nunca mas un Mexico sin nosotros!" Sono le parole che accompagnano la rivolta zapatista.
Il Collettivo Zapatista di Lugano nasce nel ’95, con l’obbiettivo di portare un appoggio diretto e concreto agli indigeni del Chiapas. Da allora il collettivo ha inviato costantemente osservatori civili per la pace nelle comunità in resistenza, si è impegnato a diffondere il loro messaggio e a difendere la loro lotta ed ha appoggiato differenti progetti, volti allo sviluppo dell’autonomia di questo popolo. Nell’ambito della salute dal 2000 collabora con la clinica autonoma "La nueva esperanza de los sin rostros de Pedro" ubicata nella selva Lacandona, nella comunità di San José del Rio e a disposizione di più di 200 comunità. Gli indigeni, oltre a non avere accesso al sistema sanitario messicano per ragioni finanziarie, vengono sistematicamente discriminati negli ospedali governativi, distanti giorni di cammino dalle comunità, dove non ricevono cure adeguate. La clinica svolge quindi un importante lavoro di prevenzione, informazione, formazione, diagnosi e cura su un vasto territorio. Nel 2002 si è dotata di un laboratorio di analisi cliniche facendo richiesta di un appoggio finanziario (1000.- fr) per l’acquisto di materiale di prima necessità per il suo funzionamento. L’Associazione per l’Aiuto Medico al Centro America ha sostenuto i costi dell’intero progetto e, quando il collettivo ha consegnato ai responsabili della clinica il denaro, il laboratorio era in funzione e già organizzava delle brigate di salute in tutta la regione. Mentre alla clinica venivano ultimati gli alloggi per le famiglie dei malati, si festeggiavano i/le neo-diplomati/e laboratoristi clinici, tutti/e indigeni/e zapatisti/e che hanno seguito nella selva la relativa formazione.
"Si se puede", ci hanno detto fiduciosi. Si può dar vita ad una clinica autonoma e conquistare il diritto alla salute. Sì, si può, costruire un mondo di giustizia, libertà e dignità.
"Si se puede, y gracias por su apoyo".