Ospedale Pediatrico LA MASCOTA
Managua

L’ospedale pediatrico La Mascota /Manuel de Jesus Rivera é ubicato nella zona orientale di Managua. È stato inaugurato il 17 luglio 1982, iniziando con il servizio ambulatoriale. Nel 1983 s’inauguró l’apertura del servizio di ospedalizzazione con 50 camere, distribuite nei reparti di neonatologia, malattie infettive e medicina interna pediatrica.
Attualmente sono presenti 21 specializzazioni pediatriche di cui l’ospedale é diventato l’unico centro di riferimento nazionale. La popolazione infantile assistita è dunque quella di tutto il Nicaragua.

L’ospedale conta 225 letti, distribuiti nei diversi reparti dove è assicurato anche il servizio chirurgico; nefrologia, endocrinologia, cardiologia, neurologia, gastroenterologia, emato-oncologia, malattie infettive, chirurgia cardiovascolare, reumatologia, terapia intensiva e neonatologia critica.

I nostri progetti all’interno di questo ospedale, sono 4.

L'ultimo in ordine di tempo è un nuovo laboratorio di microbiologia. È in fase di realizzazione. Si sta ristrutturando e rendendo nuovamente operativo il laboratorio già esistente, al fine di diminuire la mortalità infantile dovuta ad infezioni. Si mira inoltre alla formazione per un uso nazionale degli antibiotici e alla diminuzione dei costi di ospedalizzazione e medicamenti. La rete operativa che verrà istituita avrà la sua sostenibilità anche in futuro, grazie a diagnosi e trattamenti adeguati, oltre alla creazione di studi di approfondimento di germi e batteri che renderanno meno invasive le cure delle malattie infettive dei bambini

"IN VIAGGIO CON DOÑA JUSTINA"
"IN VIAGGIO IN NICARAGUA" Manuela Cattaneo, Correo AMCA, giugno 2010

"Il NUOVO LABORATORIO DELL'OSPEDALE LA MASCOTA" Giorgia Valsesia, Correo AMCA, luglio 08

"UN NUOVO LABORATORIO DI MICROBIOLOGIA, LA STORIA DEL PROGETTO" Manuela Cattaneo, Correo AMCA, aprile 08

Il primo riguarda il sostegno e le cure dei bambini ammalati di tumore, ricoverati nel reparto di emato-oncologia. Con un padrinato di Fr. 1000.- annuali, si permette ad un bambino di accedere alle cure mediche e si sostiene la sua famiglia che lo accompagna durante l’ospedalizzazione o la visita ambulatoriale. La maggior parte delle famiglie provengono da zone lontane dalla capitale, con scarsissime risorse economiche, senza servizi medici pediatrici e con grandi difficoltà di spostamento. Un hotelito nei pressi dell’ospedale permette ai genitori di restare accanto ai loro figli senza doverne sostenere le spese. Sempre nella quota di padrinato vi è inclusa una piccola parte che va a sostegno della formazione di medici e infermieri del reparto.

Il secondo progetto prevede l’invio di Fr. 1'500.- mensili per l’acquisto di antibiotici per la farmacia centrale dell’ospedale. La quantità di questi medicamenti garantita dal Ministero della Salute è infatti insufficiente per coprirne il bisogno. Questo progetto ha già dato evidenti risultati per ciò che riguarda la diminuzione della mortalità infantile causata da mancanza di cure adeguate in casi di infezioni gravi.



DIVENTARE PADRINO DI UN BAMBINO MALATO DI TUMORE



"OSPEDALE PEDIATRICO LA MASCOTA. LABORATORIO DI PITTURA. I COMPLEANNI ALL'OSPEDALE. VOGLIA DI VITA. LA SCUOLA OSPEDALIERA. LAVORI MANUALI PER LE OCCASIONI SPECIALI. IL GIORNO DEL BAMBINO. LA FAMIGLIA AFFIDATARIA TEMPORANEA"
Correo AMCA, ottobre 09

"FELICI NELLA SFORTUNA" Francesco Ceppi, Correo AMCA, dicembre 06

"I PROGETTI DI AMCA"
Correo AMCA, maggio 06

"TRA UN VOLO ESTENUANTE E UNA NAZIONE IN SCIOPERO. UNA VISITA IN NICARAGUA"
Franco Cavalli, Correo AMCA, aprile 05

"L'AMORE E LA FIDUCIA CHE TUTTO POSSA ESSERE E SARÀ MIGLIORE" (Che)
Correo AMCA, settembre 2004

"TRA LO SPLENDORE DELLA NATURA TROPICALE E UNA POVERTÀ SCANDALOSA, ECCO LE NUOVE SFIDE PER AMCA"
Franco Cavalli, Correo AMCA, novembre 03

"LA QUALITÀ DI VITA IN NICARAGUA È PER MOLTI VERSI PESSIMA, INGIUSTA E DISPERANTE. TUTTAVIA ..."
Manuela Cattaneo, Correo AMCA marzo 03

"SORAYA HADJERS: PROGETTO DI AIUTO AL REPARTO DI EMATO-ONCOLOGIA ALL'OSPEDALE PEDIATRICO LA MASCOTA DI MANAGUA"
Correo AMCA, novembre 02

"MABEL SANDOVAL: PROGETTO ACQUISTO ANTIBIOTICI ALL'OSPEDALE LA MASCOTA. MANAGUA"
Correo AMCA, novembre 02

"NON SOLO MEDICINE ALLA MASCOTA"
Francesco Ceppi, Correo AMCA maggio 02

"DALL'AVANA A PORTO ALEGRE, PASSANDO PER MANAGUA"
Franco Cavalli, Correo AMCA, maggio 02

"OSPEDALE LA MASCOTA: UN SUCCESSO DA CONSOLIDARE"
Franco Cavalli, Correo AMCA giugno 01

"NORTH-SOUTH TWINNING IN PAEDIATRIC HAEMATO-ONCOLOGY: THE LA MASCOTA PROGRAMME, NICARAGUA"
Lancet 1998; 352:1923-26


TESTIMONIANZA
Pubblicata su AREA 11-04-2003

Adios Pedrito, il viaggio è finito

Pedro Ramon Rosales, detto Pedrito, confida i suoi desideri a un quaderno. Ce ne sono pochi in Nicaragua. Pedrito in un certo senso è un privilegiato. Da 6 anni è curato per una forma di leucemia all’ospedale La Mascota di Managua. Grazie anche all’aiuto di molti ticinesi e all’opera del dottor Cavalli. Vuole ritornare in un posto fra i più remoti del paese per la cresima: 4 ore di bus fino a Matagalpa, altre 3 ore di fuoristrada fino a Waslala, mezz’ora a dorso di mulo sino alla sua remota casa di poveri contadini che dipendono dal raccolto, cioè dipendono dai capricci della natura; altrimenti è fame da quelle parti impervie. Fame e debolezza che provoca sovente leucemia. Povertà al punto da non avere i soldi per portare i figli in bus fino alla capitale. Pedrito ha già avuto una ricaduta da cui è miracolosamente uscito vivo. Ha perso i capelli e gli sono ricresciuti. Folti, nerissimi. Sa che i suoi padrini sono arrivati dall’Europa. Senza conoscerci ci corre incontro e ci abbraccia, d’istinto. Siamo proprio noi. Pedrito è un ottimo scolaro. Deve però ritornare periodicamente all’ospedale per i controlli. Non sempre ci torna. Forse per eccesso di confidenza. Perché si sente guarito. Perché due raccolti sono andati perduti e ci sono altri cinque figli da mantenere. Pedrito ha avuto una ricaduta, la seconda. Questa la terribile notizia. Proprio mentre la sua classe prepara la cresima. E le sue condizioni peggiorano. I miracoli non si ripetono. I padrini sono ritornati alla Mascota. Pedrito ha male a un’ascella, vicino al cuore. Sul suo volto, improvvise smorfie di dolore. Il padre è accanto a lui. Come ci vede sorride. "Come stai?". "Bien", dice. Si sforza, è molto coraggioso, non vuole che altri soffrano per lui. E poi fra pochi giorni deve preparare il grande ritorno a casa. Altri desideri, Pedrito? Un armadillo di pietra, anzi una famiglia di armadilli, con i piccoli; una chitarra; quaderni e colori; e una sella, perché il male si espande e a dorso di mulo è dura fare gli ultimi chilometri per arrivare a casa. E poi un mantello: fa freddo nel sito più remoto del Nicaragua, in montagna. E il cappellino dei suoi eroi dello sport nazionale, il baseball, gli “Indios de Gorra”. I padrini europei vanno con il papà e comprano tutto. Anche la frutta tropicale che non sempre può essere servita all’ospedale. Il medico ci convoca e dice che non ci sono più speranze per Pedrito. È molto doloroso, ma è così. Non vale nemmeno la pena di tentare una terapia d’urto. Altro dolore per nulla. È molto difficile prendere congedo da Pedrito. Ha disegnato la sua valle con un verde intenso. E poi una cosa inquietante. Usando il viola e l’arancione disegna una spirale e marca il centro. Pedrito s’appresta a chiudere il suo viaggio. Ritorna in quale centro? Guarda la donna europea bionda. Pedrito, preferisci le bionde? Si schermisce. Quando ritornerete? Non sappiamo, ma presto. Ora assistenti e infermiere ci lasciano con Pedrito e con suo padre, che sa e si sforza di sorridere. Ora ci si deve lasciare e salutare. Un ultimo abbraccio, un sorriso, un saluto sulla porta. Uno sguardo dolcissimo. Il ritorno in Europa. Dopo dieci giorni una telefonata a Managua per sapere se Pedrito ha potuto ricevere la cresima. Pedrito ha avuto una crisi. Arrivato a casa sua si è sentito male e ha dovuto ritornare immediatamente a Managua. Con grande sforzo. Pedrito non ce l’ha fatta. Il 22 marzo si è addormentato, un pomeriggio, per sempre. Ho impiegato un anno per scrivere questo ricordo. A Pedrito abbiamo dato sei anni di vita in più. "Asi es", dice il padre. Dai 9 ai 15 anni.

I padrini di Pedrito